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Il film
Il film è ambientato nel Nord-ovest della Mongolia, nella steppa e racconta la storia di una famiglia nomade, che vive in modo semplice, allevando bestiame, secondo abitudini e ritmi ancestrali, mantenendo i riti e le tradizioni e conservando i valori spirituali e culturali tramandati; la città e la modernizzazione sembrano lontane, anche se non sono completamente escluse dal piccolo gruppo familiare. Nansal, la figlia maggiore, raggiunge i genitori ed i fratelli dopo la scuola, all’inizio dell’estate, e passa il tempo giocando e facendo piccoli lavori. Un giorno trova in una grotta il cane Macchia e decide di tenerlo con sé, malgrado il parere contrario del padre, che teme che attragga i lupi. Poi la bimba si perde ed incontra una saggia donna anziana, che le racconta la storia del cane giallo: una fanciulla era molto malata, ma solo quando il cane fu ucciso, tale sacrificio la fece guarire ed incontrò un bel giovane col quale visse felice. Ma, finita l’estate, il padre, alla ricerca di un posto migliore, decide di partire, smonta la tenda e la carica su un carro; il cane deve essere lasciato e lo lega, affinché non possa seguire la famiglia. Appena i Batchuluun sono partiti, si accorgono che manca uno dei figli; mentre lo cercano, scoprono che è stato salvato dall’assalto degli avvoltoi proprio da Macchia, che era riuscito a liberarsi. A questo punto, il caneviene accolto definitivamente da tutta la famiglia. Mentre la carovana si allontana, la popolazione viene invitata a partecipare alle elezioni.
Il film è stato realizzato come progetto di tesi in cinematografia; alla base di esso, una leggenda popolare, tramandata oralmente,successivamente scritta da Ganthuya Lhagva.
scheda critica a cura di Carla Carli
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