Il film
“La dignità degli ultimi” è un film composto da un prologo, tre cronache e dieci storie.
“Martin, lo scrittore motociclista”
Indignato per la repressione del 20 dicembre 2001 e l’aggressione alle Madri di Plaza de Mayo, Martin abbandona il lavoro e si dirige verso il centro di Buenos Aires. Qui è colpito alla testa da una pallottola ma qualcuno gli salva la vita.
“Il maestro Toba”
Quel giorno, il destino mette Toba accanto a Martin. Gli presta i primi soccorsi e lo protegge con il suo corpo. E’ un maestro che, nella sua modesta casa di periferia, assieme alla moglie, ogni sabato offre un pasto completo a un centinaio di bambini.
“Antonia e Chipi: la mensa povera”
La popolazione di un quartiere povero alla periferia di Buenos Aires s’ingegna ogni giorno per cucinare per più di duecento persone con un po’ di polenta e due cipolle.
“Margarita e Colinche”
L’amore in una famiglia disoccupata e piqueterà. Margarita e Colinche hanno nove figli, sono senza lavoro e non hanno una casa. Con il loro carretto, fanno piccoli lavori saltuari. Per Margarita, la maggior angustia consiste nel non poter mandare i figli a scuola.
“Accampamento Piquetero”
Il blocco delle strade è l’estrema forma di lotta che i disoccupati utilizzano per far sentire la loro voce. L’organizzazione degli accampamenti si rifà all’esperienza dell’occupazione delle terre e degli insediamenti urbani. Condividendo quel poco che hanno, i “piqueteros” forgiano la nuova cultura della solidarietà.
“Silvia e Carola: l’ospedale pubblico”
“La salute non è un affare, è un diritto” sostengono due assistenti sociali che si battono per far vivere un ospedale pubblico, ridotto ai minimi termini dal deficit finanziario. La disoccupazione ha lasciato molte famiglie senza assicurazione medica. Gli ospedali sono in tilt. I malati non hanno i mezzi per acquistare i medicinali, che potrebbero invece essere fabbricati in laboratori statali a prezzi bassissimi.
“L’appello di Lucy”
Una proprietaria di una piccola fattoria che non si era mai occupata di faccende bancarie o giudiziali, di fronte alla possibile subasta della sua proprietà, convoca centinaia di donne per affrontare l’usura delle banche e le aste giudiziarie. La rete di solidarietà promossa da Lucy impedisce lo svolgimento di un migliaio di aste. La loro arma? L'inno nazionale argentino.
“In ricordo di Dario”
Durante la repressione di una marcia di “piqueteros”, Dario - giovane militante sociale di un quartiere povero - soccorre un compagno ferito da una pallottola. Ma la polizia lo uccide sparandogli alla schiena. La sua ragazza, Claudia, e alcuni amici, ci raccontano la sua storia. E la protesta popolare riesce a smascherare gli assassini.
“Gustavo, Zulema e le mafie”
A Buenos Aires, un giovane sacerdote di periferia e la madre di una vittima del sistema del “grilletto facile”, denunciano l’impunità delle mafie della polizia e i suoi rapporti con i poteri municipali. Le “marce del silenzio”, promosse dei familiari delle vittime e degli abitanti del quartiere, portano all’arresto degli assassini e a fare pulizia nei ranghi della polizia della capitale.
“Zanon, la rinascita di una fabbrica”
In Patagonia, gli operai occupano una grossa fabbrica di ceramiche in fallimento. Senza gerarchie di nessun tipo, lo stabilimento riprende la produzione, dimostrando come l’autogestione industriale sia una via percorribile
(fonte www.bimfilm.com).
scheda critica a cura di Maurizio Monero
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