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Scheda tecnica del film:

  
I Magi Randagi
 

Regia:Sergio Citti
Soggetto:Sergio Citti
Sceneggiatura: Sergio Citti , David Grieco, Michele Salimbeni
Fotografia:Franco Di Giacomo
Montaggio:Ugo De Rossi
Scenografia e costumi:Danilo Donati
Suono (presa diretta): Bruno Pupparo
Musica: Ennio Morricone

Interpreti: Silvio Orlando, Patrick Bauchau, Rolf Zacher, Nanni Tamma (“Padreterno”), Laura Betti, Franco Citti, Ninetto Davoli, Gastone Moschin (Don Gregorio), Roberto Simmi, Bob Tron, Osvaldo Buoso (i ‘vecchi’ re magi), Giampaolo De Santis (bambino del paese), Claudia Dresselmann (Maria del Prologo), Romana Meggiolaro (Maria del Presepe), Stella Condorelli (Maria della spiaggia), Sasha Altea (Maria dei gemelli), Nadia Carlomagno, Francesca Marti, Ilenia Marino, Paola Cerimele, Valeria Bottaro, Katy Monique Cuomo, Miria Annini (ragazze del coro), Mario Cipriani (uomo della ricotta), Franco Valente (il sindaco), Franco Di Turri ( Maresciallo dei Carabinieri), Brigitte Christnesen (“Ingrid” Telenovela), Marco Di Stefano (“Giocondo” Telenovela), Laura Tanziani (annunciatrice telenovela), Vera Gemma (capopopolo razzista),

Produzione:Francesco Torelli per la I.P.S. s.r.l., Istituto Luce
Distribuzione:Istituto Luce
Durata:130’
Origine: Italia, 1996

Il film è preceduto dal documentario Disperatamente vitale di Paolo Brunatto, basato su materiale girato dallo stesso Sergio Citti sul luogo del delitto Pasolini, tre giorni dopo la morte del Poeta.

Il Film

In un piccolo paese del sud tre saltimbanchi girovaghiannunciano alla popolazione locale il loro spettacolo serale. Circo povero, il loro, senza animali o grossi trucchi: sono i tre uomini lo spettacolo, che attraverso la metafora del nazista e del mafioso cerca di mostrare al pubblico sbigottito quali sono le vere belve contemporanee: cioè gli uomini. Ma il pubblico non gradisce e per poco non riesce a linciare i tre, che fuggono via di corsa per i campi. Dopo un po’, stanchi del lungo cammino, come per miracolo trovano tre cammelli. Increduli cercano si salirgli sopra, per proseguire il cammino. Ma vengono scoperti, catturati e imprigionati dalla polizia di un paese vicino. Qui il parroco ha difficoltà a realizzare il suo famoso presepe vivente, perchè i tre uomini che ogni anno impersonano i re magi questa volte presentano richieste economiche esorbitanti. Allora il sindaco consiglia al parroco di ‘utilizzare’i tre malcapitati appena arrestati. Ma i tre omoni ‘licenziati’ cercano di vendicarsi sui nuovi magi ‘crumiri’ ( a suon di botte),le donne del coro e l’ultimo bambino nato del paese (un dispettoso grassone), faranno di tutto per mettere nei guai i tre nuovi magi. Attiratosi l’odio di tutto il paese i tre stanno nuovamente per essere linciati, ma vengono salvati da Don Gregorio, il quale ottiene prima di fare il presepe e poi di lasciarli in pasto ai paesani. Ma il napoletano che impersona Melchiorre, visto il bambinello di coccio (unico in un presepe vivente) si rifiuta di proseguire finché non verrà trovato un bambino in carne e ossa. Cosa impossibile, sono anni che in quel paese non nascono più bambini. Correte a farli!, gridano i magi, con la benedizione del prete.
La notte i tre, dopo un banchetto succulento, hanno la stessa visione: una stella cometa; e lo stesso sogno: Dio che gli dice di cercare il nuovo Gesù. Da quel momento i tre non smetteranno di girare il mondo alla ricerca del nuovo Messia, ma la risposta ai loro interrogativi sarà sorprendente.

scheda critica a cura di Paolo Filauro



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