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Scheda tecnica del film:

  

Viaggio alla Mecca

(Le Grand Voyage)

 

Regia : Ismael Ferroukhi
Sceneggiatura:Ismael Ferroukhi
Montaggio: Tina Baz
Musiche:Fowzi Guerdjou
Costumi:Christine Brottes

Interpreti: Nicolas  Cazale' (Reda), Mohamed  Majd (Il Padre), Roxane  Mesquida  (Lisa), Kamel  Belghazi  (Khalid), Jacky  Nercessian (Mustapha), Atik  Mohamed  (Ahmad, Il Pellegrino), Kirill  Kavadarkov ( Barman Yugoslavo), Francois  Baroni ( Doganiere Italiano), Krassi  Kpacu  (Doganiere Serbo), Ghina  Ognianova  (Donna Anziana)

Produzione : Humbert Balsan per ognon pictures, arte france cinema, soread 2m, casablanca films productionsgroup, les films du passage
Distribuzione : Istituto Luce
Origine : Francia/Marocco, 2004
Durata: 108’
Viaggio alla Meccaha vinto il Leone del futuro - Premio Opera Prima “Luigi De Laurentiis” alla 61° Mostra del Cinema di Venezia (2004).

Il film

Un anziano musulmano di origine marocchina che vive a Marsiglia da oltre trent'anni sente che è venuto il momento per lui di compiere il pellegrinaggio alla Mecca, come vuole la tradizione islamica. Il primogenito maschio non può accompagnarlo perché gli hanno ritirato la patente: guidava ubriaco. Il vecchio, ferito nell'animo di credente, chiede, anzi decide, ordina, al riluttante secondogenito, di sostituire il debosciato e inaffidabile fratello. Il giovane Réda non ne vorrebbe sapere: anche lui, nato e cresciuto in Francia, non è esattamente un devoto. È fidanzato con una francese, non segue i precetti, beve, e inoltre non può partire perché a breve dovrà ripetere l'esame di maturità. «Ma perché non prende un aereo?», chiede alla madre che spera complice, ma questa gli risponde con un silenzio e uno sguardo severi. Il viaggio inizia dunque sotto pessimi auspici, confermati dai primi momenti di convivenza forzata nell'abitacolo di un'auto scassata. I due attraverseranno l'Italia, i Balcani ancora feriti dalle guerre, la Turchia, la Siria per arrivare con qualche difficoltà e dopo vari imprevisti fino alla Mecca. Impareranno a conoscersi e forse a capirsi, senza necessariamente accettare tutte le differenze che li separano.

scheda critica a cura di Paolo Filauro



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