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Il film
E' un giorno d'inverno quando Quiang, un bambino di quattro anni, viene portato dal padre in un asilo-collegio. Siamo in un anno imprecisato nella Cina di Mao. Al popolo che vive sotto il regime comunista sono richiesti grandi sacrifici. I genitori di Quiang sono costretti ad assentarsi spesso per lavoro e affidano il loro figlio a una struttura rigidamente organizzata. Le maestre sono severissime, la vita nella comunità di bambini è fondata su norme molto rigide. Ai piccoli che si comportano bene e che sono perciò destinati a diventare “bravi cittadini” sono assegnati dei fiori rossi di carta. Ma Quiang è un piccolo ribelle e non riesce mai ad ottenere un fiore rosso. La sua rabbia sale giorno dopo giorno, finché decide di ribellarsi coinvolgendo i suoi compagni. Quiang convince gli altri bambini che l'inflessibile maestra Li è un mostro, una divoratrice di bambini. La guerra dei fiori rossi (il titolo internazionale è Little red flowers) è una coproduzione italo-cinese: lo produce - con la Downtown Pictures - Marco Muller, attuale direttore della Mostra del Cinema di Venezia, particolarmente legato alla cultura e alla cinematografia cinese. Tratto da un romanzo autobiografico dello scrittore cinese Wang Shuo, La guerra dei fiori rossi appare anche come un omaggio a celebri film sulla ribellione all'autorità scolastica come Zero in condotta di Jean Vigo e I 400 colpi di François Truffaut.
scheda critica a cura di Anna Parodi
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