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Scheda tecnica del film:

  
Marie Antoinette
 

Regia: Sofia Coppola
Soggetto: da una biografia di Antonia Fraser
Sceneggiatura: Sofia Coppola
Fotografia: Lance Acord
Montaggio: Sarah Flack
Scenografia: K.K. Barrett
Costumi: Milena Canonero

Interpreti: Kirsten Dunst (Maria Antonietta), Jason Schwartzman (Luigi XVI di Francia), Rip Torn (Luigi XV di Francia), Judy Davis (la contessa di Noailles), Asia Argento (Madame Du Barry), Marianne Faithfull (Maria Teresa d’Austria), Danny Huston (l’imperatore Giuseppe II d’Austria), Molly Shannon (la zia Anna Vittoria), Steve Coogan (il conte Mercy d’Argenteau), Rose Byrne (la duchessa di Polignac), Shirley Henderson (la zia Sofia), Jamie Dornan (Axel von Fersen), Aurore Clément (la duchessa di Chartres), Clementine Poidatz (la contessa di Provenza), Jean-Christophe Bouvet (il duca di Choiseul)


Produzione: Ross Katz, Sofia Coppola, Callum Greene per American Zoetrope/Pricel/Tohokushinsha Film Corp./ Columbia Pictures Corporation
Distribuzione: Sony
Durata: 123’
Origine: Usa/Giappone/Francia, 2006

Il Film

Maria Antonietta, figlia di Maria Teresa d’Asburgo, imperatrice d’Austria, nel 1770, all’età di 14 anni, viene data in sposa al Delfino di Francia, il futuro re Luigi XVI di Borbone. Trasferitasi a Versailles, si trova proiettata in un mondo non solo diverso rispetto all’ambiente in cui era cresciuta, ma per certi aspetti perfino ostile. A poco a poco riesce a conquistare la corte e a stringere perfino alcune amicizie, come quella con la duchessa di Polignac, ma crea un crescente imbarazzo la mancata nascita di un erede. Questi nascerà solo parecchi anni dopo, quando però nuovi problemi si sarebbero sviluppati dalla sua relazione adulterina con il conte von Fersen. Al di fuori di questo mondo da favola, il popolo soffre e contesta gli sfarzi di corte; prigioniera del suo ambiente la regina non capisce i problemi dei suoi sudditi, tanto che al momento della rivoluzione finisce per schierarsi dalla parte della nobiltà più reazionaria. Diventata un simbolo del privilegio e dell’ingiustizia, andrà inevitabilmente incontro a una tragica fine.

scheda critica a cura di Guido Levi



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