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Il film
Dopo una breve rassegna su alcune vicende oscure della storia italiana degli anni Settanta e Ottanta, con particolare riferimento al caso Moro, il film ripercorre la vita di Giulio Andreotti tra l’aprile del 1991, momento della presentazione del suo settimo governo, e il 1993, anno in cui viene processato per i suoi presunti rapporti con la mafia e per il coinvolgimento nell’omicidio del giornalista Mino Pecorelli. L’attività politica di Andreotti si alterna alla vita privata, ai momenti passati con la moglie davanti alla televisione, o a quelli passati a curarsi una persistente emicrania. La mancata elezione al Quirinale come successore di Francesco Cossiga segna in qualche modo l’inizio del suo declino politico. Un vero e proprio avvertimento mafioso è rappresentato dall’omicidio di Salvo Lima, leader degli andreottiani in Sicilia. L’inchiesta Mani pulite porta all’arresto di uomini a lui molto vicini come Cirino Pomicino e Vittorio Sbardella. Al processo Andreotti si difende strenuamente, cercando di smontare un impianto accusatorio incentrato sulle dichiarazioni dei pentiti, mobilitando gli amici e ricordando loro quali indicibili segreti sono custoditi nel suo immenso archivio.
scheda critica a cura di Guido Levi
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