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Scheda tecnica del film:

  
Il divo
 

Regia e sceneggiatura: Paolo Sorrentino
Fotografia: Luca Bigazzi
Montaggio: Cristiano Travaglioli
Scenografia: Lino Fiorito
Costumi: Daniela Ciancio

Interpreti: Tono Servillo (Giulio Andreotti), Anna Bonaiuto (Livia Andreotti), Piera Degli Esposti (segretaria di Andreotti), Paolo Graziosi (Aldo Moro), Giulio Bosetti (Eugenio Scalfari), Flavio Bucci (Franco Evangelisti), Carlo Buccirosso (Paolo Cirino Pomicino), Giorgio Colangeli (Salvo Lima), Alberto Cracco (don Mario), Lorenzo Gioielli (Mino Pecorelli), Gianfelice Imparato (Vincenzo Scotti), Massimo Popolizio (Vittorio Sbardella), Aldo Ralli (Giuseppe Ciarrapico), Giovanni Vettorazzo (il giudice Scarpinato), Cristina Serafini (Caterina Stagno), Achille Brugini (monsignor Fiorenzo Angelini), Fanny Ardant (la moglie dell’ambasciatore francese), Michele Placido

Produzione: Francesca Cima, Nicola Giuliano, Andrea Occhipinti, Arturo Paglia, Isabella Cocuzza per Indigo Film/Lucky Red/Parco Film
Distribuzione: Lucky Red
Durata: 110’
Origine: Italia, 2008

Il film

Dopo una breve rassegna su alcune vicende oscure della storia italiana degli anni Settanta e Ottanta, con particolare riferimento al caso Moro, il film ripercorre la vita di Giulio Andreotti tra l’aprile del 1991, momento della presentazione del suo settimo governo, e il 1993, anno in cui viene processato per i suoi presunti rapporti con la mafia e per il coinvolgimento nell’omicidio del giornalista Mino Pecorelli. L’attività politica di Andreotti si alterna alla vita privata, ai momenti passati con la moglie davanti alla televisione, o a quelli passati a curarsi una persistente emicrania. La mancata elezione al Quirinale come successore di Francesco Cossiga segna in qualche modo l’inizio del suo declino politico. Un vero e proprio avvertimento mafioso è rappresentato dall’omicidio di Salvo Lima, leader degli andreottiani in Sicilia. L’inchiesta Mani pulite porta all’arresto di uomini a lui molto vicini come Cirino Pomicino e Vittorio Sbardella. Al processo Andreotti si difende strenuamente, cercando di smontare un impianto accusatorio incentrato sulle dichiarazioni dei pentiti, mobilitando gli amici e ricordando loro quali indicibili segreti sono custoditi nel suo immenso archivio.

scheda critica a cura di Guido Levi



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