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Scheda tecnica del film:

  
Vincere
 

Regia:Marco Bellocchio
Sceneggiatura: Marco Bellocchio e Daniela Ceselli
Fotografia: Daniele Ciprì
Montaggio: Francesca Calvelli
Musica: Riccardo Giagni
Scenografia: Marco Dentici
Costumi: Sergio Ballo

Interpreti: Giovanna Mezzogiorno (Ida Dalser), Filippo Timi (Benito Mussolini e Benito Albino Dalser), Corrado Invernizzi (il dottor Cappelletti), Fausto Russo Alesi (Riccardo Paicher), Michela Cescon (Rachele Guidi), Pier Giorgio Bellocchio (Pietro Fedele), Paolo Pierobon (Giulio Bernardi), Bruno Cariello (il giudice), Francesca Picozza (Adelina), Simona Nobili (la madre superiora), Vanessa Scalera (la suora misericordiosa), Giovanna Mori (la tedesca), Silvia Ferretti (Scarpette Rosse), Corinne Castelli (Lacrime), Fabrizio Costella (Benito Albino da piccolo)

Produzione: Mario Gainani per Offside/Rai Cinema/Celluloid Dreams
Distribuzione: 01
Durata: 128’
Origine: Italia/Francia, 2009

Il film

Nei primi anni Dieci, il giovane Benito Mussolini, direttore del quotidiano socialista “l’Avanti!”, conosce a Trento Ida Dalser. La loro storia d’amore si svolge negli anni in cui Mussolini rompe con il Partito socialista, schierato su posizioni non interventiste, e fonda nel novembre 1914 il quotidiano nazionalista “Il popolo d’Italia”, futuro organo del movimento fascista. In questa delicata fase di transizione, la giovane Dalser sostiene i suoi progetti politici, al punto di spogliarsi quasi di ogni avere per finanziare il nuovo periodico. Dalla loro relazione nasce anche un figlio, che verrà chiamato Benito Albino e sarà riconosciuto dal padre. Ma nel dicembre 1915 Mussolini si era unito in matrimonio, celebrato con cerimonia civile, con Rachele Guidi, già da alcuni anni sua compagna e madre di Edda. Ciò, naturalmente, scatenò le ire di Ida, che alternò scenate e ricorsi legali. A sua volta Mussolini utilizzò il suo potere per sbarazzarsi di lei, facendola rinchiudere in manicomio, dove sarebbe rimasta sino alla morte, avvenuta nel 1937. Destino altrettanto tragico subì Benito Albino, dapprima affidato a un tutore, e poi anch’egli confinato in un ospedale psichiatrico. Sullo sfondo una società conformista, sempre pronta a sostenere i potenti di turno.

scheda critica a cura di Guido Levi



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