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Il Film
Un giovane studente occidentale – di inusitato candore- a causa di un fraintendimento di indirizzo, viene condotto a un teatrino-bordello per clientela propensa a forti -e trasgressive- emozioni. Basta varcare la soglia del portoncino illuminato da una lanterna cinese, che realtà e magia del teatro si confondono fino all’abbandono e al sogno.
Un attore, nelle vesti di un Vecchio Capitano di marinerie vagamente spagnolesche, si presenta sul palcoscenico, che riproduce la tolda di una giunca cinese, per narrare la storia di una celebre donna pirata: la Vedova Ching. Il marito di costei fu Ammiraglio di una potente flotta piratesca, armata da una Società di Anonimi Azionisti, che ne ricavavano gran frutto. I Generali dell’Imperatore, per debellare il flagello della diffusa ladroneria, offrirono all’Ammiraglio Ching il perdono imperiale nominandolo Capo Supremo dei Reali Corsari in cambio della sua sottomissione al Governo. Ma a causa di grossi interessi in gioco, la ‘conversione’ dell’Ammiraglio Ching viene punita dagli Azionisti offesi attraverso una carpa avvelenata che lo toglie di mezzo. La Vedova, sconvolta e oltraggiata dal doppio tradimento, giura vendetta e convince le sue ciurme a rifiutare qualsiasi altra offerta e dedicarsi in proprio ad abbordaggi e saccheggi.
E tale è la sua spregiudicatezza che assalta persino le navi commerciali sotto protezione imperiale!
Alla morte del vecchissimo Imperatore, il Governo dei Generali ordina al Supremo Ammiraglio Kwo-Lang di affrontare la flotta pirata e di eliminare l’oltraggiosapiratessa. Ma in un furente scontro notturno in mare, la VedovaChing sconfigge gli Imperiali e il vecchio Ammiraglio Kwo-Lang –per la vergogna- si toglie la vita.
Il supremo Comando viene allora affidato al Principe Imperiale Think-Wei, che dispone di armare una nuova flotta ancora più numerosa e più potente. Dopo tante scorrerie, mentre le giunche corsare della Vedova Ching sono alla fonda in una quieta e accogliente baia, vengono circondate da così gran numero di navi da guerra imperiali, “...che l’orizzonte non bastava a contenerle tutte...”. Ormai, per la Vedova Ching e suoi pirati, la fine è segnata.
Ma anziché dare inizio allo scontro, la flotta guidata dal nuovo Capo Supremo, il Principe Imperiale Think-Wei, rimane in attesa, in una prolungata, inspiegabile sospensione. Le ciurme, il Vecchio Capitano, la Vedova Ching tutti sono consapevoli della difficile situazione e già si rassegnano a una tragica conclusione.
Ma ecco che un evento insolito e del tutto inatteso sconvolge la lenta agonia dell’attesa. Fruscianti, colorati e lievi aquiloni di carta calano dal cielo e ondeggianti si lasciano catturare dal sartiame delle alberature o si posano delicati come uccelli sulle tolde delle giunche corsare, tra lo stupore delle ciurme. E osservando da vicino quelle ali colorate, si scoprono lettere e parole: scritti di sapienza antica, che hanno reconditi significati. La Vedova Ching fa raccogliere tutti gli aquiloni che, disposti nel giusto ordine, frase dopo frase compongono l’antica favola del Drago e la Farfalla Hu-Die fuggita al Giardino Celeste.
Una chiara metafora del rapporto tra Lei e il Divino Imperatore. Ravveduta e bellissima, la ‘farfalla’ si consegna al Giovane Figlio del Cielo che le concede il perdono.
(scheda a cura di Paolo Filauro)
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