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Gloria ! |
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Regia: Margherita Vicario
Soggetto e sceneggiatura: Anita Rivaroli, Margherita Vicario
Fotografia: Gianluca Palma
Montaggio: Christian Marsiglia
Musica: Margherita Vicario, Davide Pavanello
Scenografia: Laura Casalini, Francesco Fonda
Costumi: Mary Montalto
Interpreti: Galatéa Bellugi (Teresa), Carlotta Gamba (Lucia), Veronica Lucchesi (Bettina), Maria Vittoria Dallasta (Marietta), Sara Mafodda (Prudenza), Paolo Rossi (Perlina), Elio (Romeo), Vincenzo Crea (Cristiano), Natalino Balasso (il governatore), Anita Kravos (Donna Lidia), Jasmin Mattei (Fidelia), Gioele Pagura (Giacomino)
Produzione: Tempesta, Rai Cinema, Tellfilm
Distribuzione: 01 Distribution
Durata: 105’
Origine: Italia/Svizzera 2024 |
La regista
Nata a Roma nel 1988, Margherita Vicario è attrice, cantante e regista. Laureata alla Link Campus University in Performing Arts nel 2009, ha esordito come attrice in televisione nella serie I Cesaroni diretta dal padre Francesco, e al cinema in To Rome with Love (2012) di Woody Allen. Come regista esordisce nel 2011 con il cortometraggio Se riesco parto, ma è Gloria! il suo primo lungometraggio, presentato in concorso alla 74° edizione del Festival di Berlino. Nel 2025 Margherita Vicario ha ottenuto il premio come Miglior regista esordiente ai David di Donatello.
La trama
Ambientato in un istituto femminile nella Venezia di fine ‘700, Gloria! racconta la storia di Teresa, una giovane dal talento visionario, che, insieme a un gruppetto di straordinarie musiciste, scavalca i secoli e sfida i polverosi catafalchi dell’Ancien Régime inventando una musica ribelle, leggera e moderna. Pop!
La regista sul film
Il mio obiettivo era quello di calare una storia di fantasia in un contesto storico preciso e pieno di dettagli. Da Johan Stein costruttore di pianoforti, all’elezione di Papa Pio VII a Venezia, dal declino della Serenissima alle composizioni di Lucia che corrispondono a quelle dell’unica compositrice orfana arrivata ai giorni nostri: Maddalena Laura Lombardini Sirmen. Tenevo tantissimo, in generale, alla verosimiglianza di questa storia, che è vero, è piena di guizzi fantastici, salti nel tempo musicali, ma ha anche l’ambizione di raccontare la reale condizione di queste musiciste nella loro epoca. Con costumi, scenografia e fotografia abbiamo lavorato in questa direzione: apparentemente è un film propriamente d’epoca con molta cura nei colori, nelle references pittoriche e nei dettagli di scenografia. Il punto di partenza è quindi filologico e solo da lì poteva partire poi l’aspetto più “fantastico” che è invece delegato al mondo interiore delle protagoniste e alle loro creazioni musicali. C’è stato un lungo lavoro di preparazione delle attrici sia per creare un gruppo affiatato di sorelle, sia per entrare nei panni di eccellenti musiciste. Hanno infatti studiato per mesi con un coach di violino e violoncello per cercare di amalgamarsi con il resto dell’orchestra che è invece composto da vere musiciste e coriste di musica barocca. Un’altra cosa per me centrale è stato il montaggio su musica e la ricerca ritmica: molte sequenze sono state coreografate nello spazio come delle scene teatrali e provate e riprovate in location. Solo all’operatore di macchina era data la libertà, essendo un film girato perlopiù con macchina a mano, di sperimentare e muoversi all’interno di scene i cui movimenti e ritmi erano stati già prestabiliti.
(Pressbook del film)
La critica
“Dietro i codici di un racconto consapevolmente popolare, che strizza l'occhio a un pubblico ampio, c'è l'intento di gettare luce su intere generazioni di donne che in quell'epoca venivano educate come musiciste di alto livello ma senza possibilità di affermarsi o di trovare un'espressione artistica propria. Talenti sacrificati al patriarcato e ai rigidi ranghi dell'organizzazione cattolica, e che la regista omaggia inventando un gruppo di ribelli che uniscono i loro strumenti per creare delle melodie ‘pop’ in grado di scardinare le catene. Fin dalla prima sequenza, in cui la protagonista Teresa immagina una sinfonia ritmata fatta dei gesti quotidiani tra le pulizie in cortile, è evidente il brio scanzonato e ammiccante che anima il film, sempre sul punto di esplodere in un canto liberatorio e completamente anacronistico. Ma per cavalcare questa tensione ci vuole del coraggio autentico, lo stesso che serve alle cinque protagoniste per aprirsi l'una alle altre, in una serie di nottate al lume di candela attorno al prototipo di un nuovo, bellissimo pianoforte. Film fresco che cavalca l'onda di tempi che cambiano, come quella Rivoluzione francese di cui si mormora a mensa e che pare porterà finalmente un po' di liberté per tutte. Da questo punto di vista è apprezzabile il modo in cui si consuma la tanto attesa visita del papa, la cui autorità finisce per essere messa alla berlina pure lei. D’altra parte, non può essere un caso, quando tutte le parti maschili principali sono affidate a comici d'altri tempi come Elio, Natalino Balasso e Paolo Rossi (quest'ultimo una scelta non banale in un ruolo corposo che ne beneficia molto). L'italo-francese Galatea Bellugi (in rampa di lancio dopo La Passion de Dodin Bouffant e l'ottimo Chien de la casse) guida poi il gruppo delle protagoniste con luminosa determinazione, facendosi tutt'uno con la musica (con pezzi di Vicario stessa) e con il vivace sound design che coinvolge lo spettatore in un inno al potere collettivo della musica popolare”.
(Tommaso Tocci, in https://www.mymovies.it, 21 febbraio 2024)
“Sì, Gloria! è rivoluzionario. Non tanto perché unisce il film in costume, la commedia, il backstage musicale, ma per come lo fa. Certo, non è compatto, se ci si impunta a trovarne i difetti, se ne trovano quanti se ne vogliono. Ma segue l’onda e l’energia della musica e soprattutto crea una frattura sensibile con la visione più classica, con la ‘bella forma’. Perché della ‘bella forma’ a Gloria! non gliene può fregare di meno. Tutti quegli incontri di notte in cantina davanti al pianoforte sono pura magia, conflitto, passione. Tempo. Ritmo. La clessidra si gira. Ancora stacco. Fuori ci sono gli echi della Rivoluzione francese ma lì in quell’istituto il mondo sembra essersi fermato. C’è anche il piacere e l’inganno, componimenti promessi da Cristiano al Maestro Perlina che non sono all’altezza. ‘Cosa sente il mio orecchio?’ dice il personaggio di Paolo Rossi. Ecco in Gloria! sentiamo prima di vedere. È pura percezione nella ricerca dell’armonia, del tempo, della passione e della bellezza. Dalle luci delle candele si intravedono forse da lontano le fiamme del cinema di Céline Sciamma. Ma soprattutto Gloria! è il grande incrocio (im)possibile tra X-Factor e Sofia Coppola. Proprio come Marie Antoinette prende di petto la Storia e diventa pop. Per questo contagia e stravolge. Prima ti descrive, poi ti racconta, infine ti abbraccia. È un film che ha un cuore grande così e da un certo momento ti trascina dentro, a ballare e a cantare. Un’inaspettata e bellissima rivelazione.”
(Simone Emiliani, in https://www.sentieriselvaggi.it, 10 aprile 2024)
[Scheda a cura di Guido Levi]
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